mercoledì 11 luglio 2007

benvenuti

Benvenuti a tutti voi in questo spazio.
Da oggi iniziamo insieme un'avventura fatta di pensieri nuovi, di voglie creative fibrillanti, di vivacità intellettuali dirompenti.
E questa avventura vogliamo contrapporla, delimitarla, tagliarla fuori da quei modi stantii di fare pensiero: saremo :::diaframmi:::.
Vogliamo fare gruppo insieme a voi, sentirci una famiglia affiatata ed unita, e proprio perché giovani nell'età e nel pensiero, proporre riflessioni nuove e diverse, percorrere ed analizzare gli spazi e le genti di questa città, elaborare un progetto per essa e per il suo territorio, sentirci parte di un tutto pur essendo singole identità ben definite...vogliamo diaframmarci dal consueto.
Adesso aspettiamo tutti voi e tutti i vostri contributi, anche per il n°00/07 della rivista cartacea che stiamo preparando.
Salvatore Dessì & Armando Garofalo

10 commenti:

roberto ha detto...

Che la speranza sia sempre con voi! In bocca al lupo, ragazzi...

marta ha detto...

"L'importante è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunicatario perchè di per sè desidera avere successo invece che fallire. Lo sperare, superiore all'avere paura, non è nè passivo come questo sentimento nè, anzi meno che mai, bloccato nel nulla. L'affetto dello sperare si espande, allarga gli uomini invece che restringerli, non si sazia mai di sapere che cosa internamente li fa tendere a uno scopo e che cosa all'esterno può essere loro alleato. Il lavoro di questo affetto vuole uomini che si gettino attivamente nel nuovo che si va formando e cui essi stessi appartengono. NON TOLLERA UNA VITA DA CANI, CHE SI SENTA SOLO PASSIVAMENTE GETTATA IN UN'ESISTENZA NON CAPITA NEI SUOI INTENTI O ADDIRITTURA RICONOSCIUTA PER MISERABILE. Il lavoro contro la paura della vita e le mene del terroe è lavoro contro coloro che impauriscono e terrorizzano, in gran parte additabilissimi, e cerca nel mondo stesso quel che può aiutare il mondo; e lo si può trovare. Quali grandi sogni si sono sempre fatti in proposito! Sogni di una vita migliore, che sarebbe possibile [...]" Ernst BLOCH, Il Principio Speranza
solo qualche parola sulla speranza perchè la speranza è quella virtù che ci manda avanti, che ci spinge dal presente attimo oscuro in cui dimoriamo verso un futuro, fatto di sogni, che ci appare sempre più luminoso, un futuro che costruiamo noi giorno per giorno, un futuro in cui l'uomo non ebba più sopportare un vita da cani...

pippo ha detto...

io dico: RAPPRESAGLIA!

giovanni ha detto...

Ciao a tutti,
sono appena tornato a casa dopo la "solita" nottata nei locali di budapest e ho deciso di scrivere qualcosina cosi mi sembrerá di sentire il sapore di castrovillari che non ci crederete ma quando sei lontano sembra piu bella poi appena torni vuoi scappare. Si l'ultima volta a capodanno mi sembrava cosi piccola, il mio solito amico appoggiato al Novecento, forse se vi fate un giro lo trovate anche adesso li, avvolte penso che Castrovillari sia un'immensa etichettatrice,forse se la si osserva dall'alto ha proprio la forma di una etichettatrice. Qui in ungheria cari amici miei posso vedere ogni giorno cos'é stato il comunismo e cos'é il comunismo ora in un paese che é libero da poco piu di dieci anni. Il primo ministro un certo gyurcsany Ferenc ,rappresentante dell'equivalente nostro centrosinistra, almeno cosi in apparenza, ma solo in apparenza, vi do un indizio...é l'uomo piu ricco d'ungheria e alle ultime elezioni ha promesso un milione di posti di lavoro agli ungheresi che guarda un po ..lo hanno votato:)solo che come il cavaliere é famosissimo per le sue gaffe tanto é vero che un giorno a microfoni aperti(che lui credeva spenti) diceva ad un suo collaboratore prima di un intervento in tv, che quella trovata era stata un mezzo davvero efficace per vincere le elezionei ma certamente irrealizzabile. Stava per scoppiare la guerra civile qui, barricate incendi in tutte le strade. Vi ho raccontato questo perché credo che sia essenziale abbattere molti luoghi comuni e se lo facciamo noi figli della grande "etichettatrice" avrá certamente un senso:)Sono stato sempre comunista ma venendo qui ho avuto la possibilitá di mettere a fuoco e contestualizzare parecchie cose. Qui il comunismo ha generato gli stessi mostri che il fascismo ha generato in italia e predispone al potere personaggi che solo apparentemente sono agli antipodi, sono della stessa natura, e noi ragazzi italiani siamo come i ragazzi della via pal di budapest...siamo davvero succubi del potere.Dire basta vuol dire aver coraggio di mandarli tutti a casa, mandare a casa una generazione deludente, tutti compresi, dov'é il rinnovamento in italia? dove sono i giovani protagonisti?Quanti ragazzi non hanno la possibilitá di essere indipendenti?
Ok puoi andare a roma a lavorare, dividere la casa con altre 4 o 5 persone pagare l'affitto naturalmente in nero in una casa fatiscente, questo non é vita, oppure ci si accontenta si spera che l'amico dell'amico un giorno ci telefoni con una bella notizia cosi da trovare un lavoro al centro commerciale e presso uno studio commerciale, questo é il classic fatalismo. Per me ora é incredibile abitare in un ex capitale comunista lavorare per una multinazionale americana che ti insegna il business con la metrica del lean e del six sigma. Tutto diventa diverso. S'impara ad essere pratici. Spesso si dice che la scuola italiana é inadeguata, beh questo é troppo poco, é inesistente, per essere competitivi nel mondo globalizzato occorrono davvero dei passi da gigante che questa generazione non ha la forza di compiere, non é una questione di destra e sinistra é una questione di visione dellla realtá, visione del mondo. Vorrei davvero che dalla nostra cittá partisse un iniziativa importante, clamorosa, eclatante, non bisogna aver paura del political correct ho di fallire. Non ci si deve accontentare, bisogna rischiare. Sono partito da li che avevo un onesto lavoro e sono venuto qui e tutti dicevano ma dove vai in bulgaria? neanche sapevano dov'é l'ungheria, se la capitale é budapest o bucarest, qui c'é un modo di lavorare che l'Italia se lo sogna, i ragazzi sono preparatissimi ed é pieno di aziende internazionali per il fenomeno dell'outsourching. L'Italia non é stata capace di creare queste condizioni, si ci sono ad esempio piccoli centri di General Elettric a Milano e Firenze e stiamo premendo per averne uno in Sicilia, ma é troppo poco. Qui in ungheria per la mia azienda lavorano 49000 persone e pensare che il vicepresidente De Falco é italiano, non si riesce piú neanche a capitlaizzare queste fortune ormai. Bene credo che ci sia bisogno di farla suonare sta sveglia e di riappropriarci dei nostri sogni e delle nostre ambizioni. Come diceva qualcuno...regalatevi un sogno...ma per realizzrlo se continuate a dormire..lo sognerete soltanto.

giovanni

Andrea ha detto...

Sziasztok fiúk, lányok Castrovillari-ben!
Budapestről írok nektek. Az élet tele van kihivásokkal, amit le kell győznünk. Ezek erősebbé tesznek minket. Soha ne add fel.
I translate this to English as I suppose in Castrovillari the Hungarian language is not so popular. :)
I am writing from Budapest. The life is full of challenges what we need to catch. These challenges make us stronger. Never give up!!
Please let me have your comments in English if possible as I am interested in your opinions. You can write in Italian as well, it will make me study your language. :)

Anonimo ha detto...

ps come speriamo di cambiare il mondo se non siamo disposti a cambiare noi stessi almeno un po?

Mary, Crotone ha detto...

Voglio, avrò,
se non qui,
in altro luogo che ancora non so.
Niente ho perduto.
Tutto sarò.

Fernando Pessoa

....la nostra forza è in noi stessi.... è questa la fonte primaria della speranza....

Anonimo ha detto...

spero di poter contribuire se pur nel mio piccolo alla vostra iniziativa che è a dir poco coraggiosa e ammirevole...quindi vi faccio un grosso in bocca al lupo e mi raccomando non smettete di dar voce a quelle piccole realtà nascoste di castrovillari...c'è bisogno di gente come voi capaci di inoltrarsi in posti a noi
sconosciute e renderci partecipi delle vostre esperienze acquisite tra la gente, nei piccoli borghi di castrovillari...diaframmi è arrivato anche qui a perugia città d'arte ricca di iniziative e abbastanza creativa fatta insomma di gente coraggiosa come voi...complimenti ad entrambi.
salvatore

Leonardo ha detto...

Senza la molla della speranza l'uomo è destinato a morire. Ma speranza vuol dire anche lottare, mettersi contro i poteri forti. Si sarà capaci di farlo?
Leonardo

irene ha detto...

molto bello il video Viaggi dell'infinito! complimenti continuate così! siete grandi