domenica 13 luglio 2008

i santi di strada

diaframmi riprende il suo cammino sospinto semplicemente dalla curiosità di conoscere e riscoprire la memoria della propria città! Memoria storica che vive ancora nel silenzio dei vicoli e stradine inestricabili che sussurrano e raccontano storie di vita quotidiana! Una città che sopravvive sepolta nella città, che rappresenta il passato e che dovrebbe essere il futuro di Castrovillari ma che di certo non è il presente! Stiamo parlando del centro storico, che fino ad un secolo fa era “tutta la città” e che ora è un margine, diviso da un’altra città in cerca di identità! In questo nuovo viaggio fatto di soste fisiche e mentali abbiamo scorto piccoli segni che pur passando talora inosservati, testimoniano un altrettanto ricco patrimonio “diffuso” e minuto, suggestivo e folclorico, di espressioni devozionali e popolari. Sparse per i vicoli e gli angoli meno conosciuti della città piccole immagini religiose, esposte con le forme architettoniche e con gli accorgimenti più diversi, raccontano storie di vita quotidiana e di devozione popolare, edicole sacre dedicate ai santi patroni della città o semplicemente dedicate ai santi protettori di famiglie o di quartiere. Alcune di queste sono ancora oggetto di cura da parte degli abitanti di questi vicoli, a cui prestano la loro attenzione con la devozione di sempre, pulendole, ornandole di fiori e di luci perché di sera rimangano illuminate, spesso facendole restaurare o ridipingere nel ripetuto tentativo forse di accaparrarsi le virtù o il favore della Madonna o del Santo rappresentati. Questo post dedicato a “i santi di strada” con la piccola raccolta fotografica che qui di seguito vi proponiamo vuole essere un modo anche per sottrarre dall’oblio e recuperare la memoria storica di un piccolo patrimonio minacciato da quei simboli della modernità che ne stanno deturpando la sua unicità. Al di là delle grandi emergenze le piccole edicole votive raccontano storie e custodiscono i segreti di aspetti dimenticati che caratterizzavano il cuore della città e facevano parte della sua “cultura sociale”; umori e voci della memoria che sono il sostrato indispensabile per ogni progetto di recupero.
Salvatore Dessì & Armando Garofalo

4 commenti:

gerry rubini ha detto...

leggendo e guardando le foto del vostro articolo mi è tornata in mente questa canzone:

"Santi che pagano il mio pranzo non ce n'è
sulle panchine in Piazza Grande,
ma quando ho fame di mercanti come me qui non ce n'è.

Dormo sull'erba e ho molti amici intorno a me,
gli innamorati in Piazza Grande,
dei loro guai dei loro amori tutto so, sbagliati e no.

A modo mio avrei bisogno di carezze anch'io.
A modo mio avrei bisogno di sognare anch'io."

Buon lavoro,
Gerry Rubini...

Diego ha detto...

il centro storico di ogni città, rappresenta il punto focale è rappresentativo di una comunità nel suo percorso storico, con rapporti fra gli individui tipicamente primari, che affondano le loro radice nel sentimento, con una coscienza collettiva forte ed una spersonalizzazione dell'io.
La salvaguardia di quei luoghi di culto, il controllo della modernià su tali contesti non può essere gestito dalla libera iniziativa privata come i cittadini che vi abitano, da apprezzare per i loro sforzi, sia loro, che chi pone la problematica all'opinione pubblica.
il centro storico di ogni città è patrimonio della città, in quanto rappresenta i valori che scandiva il tempo nel territorio, in un passato a noi vicino. La competenza non può essere che pubblica, in quanto patrimonio collettivo. ciao Armando e salvatore.
Diego

Anonimo ha detto...

Cari salvatore e armando finalmente siete resuscitati!
cmq riuscite sempre a scovare delle cose che davvero passano inosservate! sono coriosa di vedere il vostro prossimo post
ciao

A. ha detto...

Belli e dannati.......siete tornati! Ho sentito l'architetyo in radio: a una voce da deejay!!!!!!Bellissima! Dai,anche tu Army sei carino!Sono una vostra fedele frequentarice e aspetto tante nuove novità. A.